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Coronavirus, dal capo della Protezione Civile: «Donare il sangue è sicuro, prenotate la donazione»

La necessità di sangue non si ferma mai. Soprattutto in un momento come questo. L’emergenza Coronavirus rischia di provocare un calo delle scorte nelle varie regioni italiane dovuto alla paura dei cittadini di uscire di casa per recarsi nei centri trasfusionali.
 
Ai tanti appelli rivolti ai donatori, si è aggiunto anche quello del capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli: «Molte associazioni ci stanno allertando sulla contrazione delle donazioni che si sta verificando in questo periodo – ha piegato nel corso della conferenza stampa di giovedì 12 marzo 2020 – Donare il sangue è un gesto fondamentale che salva vite umane e che, nonostante l’emergenza data dal Coronavirus, avviene in assoluta sicurezza. Chiunque voglia donare si può mettere in contatto con i centri trasfusionali per fissare un appuntamento e contribuire in maniera preziosa in questa delicata fase».
 
Se il donatore è in buona salute è libero di muoversi e rivolgersi al centro trasfusionale più vicino, anche alla luce della circolare del 10 marzo 2020 del ministero della Salute che ha inserito la donazione di sangue ed emocomponenti tra le “situazioni di necessità” per le quali è possibile uscire di casa. Il donatore dovrà stampare e ampilare l’autodichiarazione e allegare, se disponibile, la conferma della prenotazione. Utile portare con sé anche il
proprio tesserino associativo.
Evitare che «a un problema se ne aggiunga un altro» è la necessità che ha espresso il virologo Roberto Burioni, ospite di Radio Uno: «Donare il sangue è indispensabile – ha detto – non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo».

Circolare del 10 marzo 2020 della Direzione Generale della prevenzione sanitaria a seguito delle misure adottate dal DECRETO del Presidente del Consiglio del 9 marzo.
Il ministero della Salute riconosce ai donatori la possibilità di andare a donare, in quanto la donazione di sangue ed emocomponenti può essere considerata inclusa tra le “situazioni di necessità”.
 
Il documento del ministero tiene conto che:
 
 – le attività di donazione del sangue e degli emocomponenti sono livelli essenziali di assistenza sanitaria, ai sensi dell’art. 5 della legge 219/2005,
 
 – stante l’emergenza epidemiologica legata al COVID-19, numerose regioni segnalano una riduzione delle presentazioni dei donatori nelle sedi di raccolta pubbliche (intra-ospedaliere) e associative (sul territorio),
 
 – la conseguente carenza di emocomponenti è, attualmente, parzialmente bilanciata dalla riduzione delle attività chirurgiche elettive, seppur non in tutte le Regioni, 

 – tale carenza di emocomponenti impatta negativamente sulla possibilità di mantenere la continuità delle attività assistenziali indifferibili di medicina trasfusionale erogate quotidianamente a circa 1.800 pazienti.
 
Le donazioni possono essere fatte in sicurezza e le associazioni sono impegnate anche a garantire, a tutto il personale operante presso le Unità di raccolta, la diffusione capillare e costante delle informazioni inerenti all’applicazione delle indicazioni fornite dal Ministero della salute per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti.
 
In questo momento tutte le regioni stanno segnalando una riduzione nella raccolta, che viene compensata soprattutto dalla decisione di rinviare gli interventi chirurgici non urgenti e in elezione. «Si cominciano a sentire gli effetti del COVID-19 anche sulla raccolta di sangue all’interno della rete trasfusionale nazionale – spiega il direttore del Centro
nazionale sangue, Giancarlo Maria Liumbruno-. L’equilibrio è sempre più precario, anche perché gli interventi non elettivi non possono essere rinviati all’infinito. Le trasfusioni sono un Livello Essenziale di Assistenza che deve essere garantito, quindi non si possono fermare le donazioni. Il consiglio ai donatori che sono in buona salute è prenotare la
donazione, telefonando prima, per evitare affollamenti degli ambulatori a loro dedicati, ma per il resto sono state prese tutte le precauzioni per evitare contagi durante la donazione».
 
Le raccomandazioni per chi dona e per i centri di raccolta sono, in particolare, di sospensione per 14 giorni per chi rientra dalla Cina, per chi è stato esposto a un soggetto contagiato e per chi ha avuto il virus, fermo restando che può donare solo chi ha già ottemperato all’eventuale obbligo della misura di isolamento fiduciario domiciliare.

chiama il 118 solo per reale necessità

Le autorità insistono: NON chiamate il 118 se non per reale necessità, per informazioni generali è disponibile il numero unico 1500, il numero regionale 800033033 o il medico di famiglia