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  • Tutelare e proteggere
    La salute e la vita

  • Costruire comunità più forti
    Favorire l'inclusione sociale

  • Risposte tempestive ed efficaci
    Ad emergenze e disastri

  • Diffondere i valori umanitari
    Il diritto internazionale e la cooperazione

  • Promuovere una cultura della cittadinanza attiva
    Essere agenti di cambiamento

  • Catalizzare l'attenzione pubblica
    Mobilitare maggiori risorse

Annual Report 2013

Nuove povertà, flussi migratori, conflitti asimmetrici, rispetto del diritto internazionale umanitario e protezioni per i volontari e gli operatori di Croce Rossa e annual report 2013 CRIMezzaluna Rossa, riforma interna.
Non basta di certo un’introduzione per raccontare le sfide, le risposte, le situazioni complesse in cui la Croce Rossa Italiana è attore principale, in prima fila per l’assistenza ai vulnerabili, agli invisibili, agli ultimi della nostra società.
Il 2013 è stato un anno denso di attività e un anno cruciale per la riforma della nostra Associazione. Personalmente è stato anche l’anno di un’ennesima grande soddisfazione che ho potuto provare proprio perché all’interno di questo mondo: durante l’assemblea generale di Sidney, sono stato eletto vicepresidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, un incarico di cui sento in pieno oneri e onori.
Dal punto di vista nazionale, la Croce Rossa Italiana è nel pieno di un processo storico di riforma che è anche e soprattutto un cambiamento culturale e di mentalità per poter rispondere sempre più concretamente e attivamente alle nuove sfide umanitarie del Terzo millennio. Una riforma che ovviamente non deve passare sopra le pelle dei nostri dipendenti, risorsa fondamentale per l’Associazione, risorsa che deve essere ancora più valorizzata nella Croce Rossa che sta tornando pienamente nelle mani dei volontari. Una sinergia volontario-dipendente che deve essere e sarà pietra angolare del nostro lavoro quotidiano.
In Italia, registro con soddisfazione il moltiplicarsi di attività sociali, di assistenza ai nuovi poveri, ma anche di impegno quotidiano per far sentire all’interno della comunità, quelle persone che troppe volte vengono messe ai margini e per lavorare sull’integrazione e sulla cultura della non violenza. Come è importantissimo l’impegno portato avanti dalla CRI sulle nuove dipendenze, le campagne contro le slot machine, contro quel tipo di gioco tanto in voga in periodo di crisi e che distrugge ancora di più il tessuto sociale, trovando linfa vitale tra i più disperati.
Ovviamente abbiamo anche continuato il nostro intervento in emergenza, tra cui voglio ricordare l’impegno in seguito alle alluvioni che hanno colpito la Sardegna e le Marche. Emergenze che ci fanno sempre più riflettere sull’importanza di lavorare sulla resilienza, sulla preparazione delle comunità stesse per rispondere a sempre più frequenti disastri naturali. Emergenze che ci obbligano ad agire sul fronte dei cambiamenti climatici, in un mondo in cambiamento al quale ci dobbiamo far trovare pronti.
La Croce Rossa è in prima fila anche sulla questione dei flussi migratori: più di 30mila migranti sono arrivati in Italia, il confine sud dell’Europa, dal primo gennaio 2014 a oggi. I nostri volontari e operatori sono quotidianamente impegnati nell’assistenza e nell’accoglienza a chi scappa da guerra e fame. Purtroppo abbiamo dovuto drammaticamente registrare anche alcune tragedie in mare, con barconi rovesciati e centinaia di morti. E’ per questo che sosteniamo con forza la richiesta di corridoi umanitari e di un piano di accoglienza europeo: solo così si potrà garantire un accesso sicuro ai migranti e contemporaneamente combattere i trafficanti di uomini.

A livello internazionale, non posso non ricordare che nell’introduzione dell’anno scorso avevo già ricordato le gravissime violazioni del diritto internazionale umanitario in Siria. Quest’anno devo purtroppo aggiornare il numero dei volontari uccisi: sono 34 quelli della Mezzaluna Rossa Siriana e 5 quelli della Mezzaluna Rossa palestinese che hanno perso la vita mentre prestavano l’opera di soccorso. Un fatto gravissimo che ci fa chiedere a gran voce il rispetto dell’emblema e l’accesso sicuro e incondizionato ai feriti e ai vulnerabili. Tutto questo mentre il conflitto armato in Siria è entrato nel quarto anno e purtroppo ancora non si vede una via di uscita, con milioni di sfollati interni e di profughi nelle nazioni confinanti. Anche in questo caso il ruolo del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa è fondamentale: diplomazia umanitaria e pressioni nei confronti dei governi per arrivare a una soluzione che passi tramite la diplomazia e non le armi.

Francesco Rocca – Presidente Nazionale Croce Rossa Italiana

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